lunedì 9 giugno 2014

Ecco il testo di una nostra compagna che descrive l'atmosfera che ha vissuto la città di Pordenone in occasione dell' 87'Adunata Nazionale degli Alpini.
Lunedì 12 maggio 2014

Vita, gioia e Festa degli Alpini

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di Beatrice A.
Pordenone
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Venerdì 9 maggio sono venuti gli Alpini a Pordenone per l’87° Adunata Nazionale Alpini  per fare festa fino a domenica 11 maggio . Sono venuti da tutte le parti d’Italia e anche dall’estero, come dall’America , dalla Spagna , ecc. C’era anche un alpino che era venuto dalle isole Galapagos .
Venerdì mattina, mentre io stavo ancora dormendo, i miei nonni sono andati in centro a vedere l’alzabandiera. Quando sono ritornati mi hanno raccontato quello che era successo. Mi hanno detto che c’erano i gonfaloni di tutta la provincia di Pordenone con i sindaci e che nel momento che alzavano la bandiera tutti hanno cantato l’inno nazionale. Dopo sono andati a mettere la corona d’alloro ai piedi del monumento “Al Milite Ignoto” che si trova in piazza Ellero.
I nonni mi hanno regalato gli occhiali verdi da alpino e così quando sono ritornati me li sono messi. Mi sono messa anche il vecchio cappello d’alpino del nonno che ha la piuma d’aquila e due distintivi, uno della Compagnia di Bassano del Grappa e uno della montagna con la piccozza e lo scarpone.
Poi sono uscita  con mia mamma e mia nonna a fare una camminata. Ho visto tanta gente, tanti alpini, tante tende grandi e piccole in diversi posti della città, anche vicino al fiume. Nel Parcobaleno ho visto anche degli uomini che stavano montando una tenda e ho voluto guardare come facevano. C’erano dei chioschi dove si poteva mangiare, così mia mamma si è presa un caffè, mia nonna un bel panino e io ho mangiato la pasta con il cioccolato. C’erano tante bancarelle dove vendevano molte cose e a me piaceva il cuscino dove c’era scritto “Viva gli Alpini”. Per la strada ho visto anche delle vecchie moto con persone sedute che facevano un suono molto forte come una sirena. Mia nonna mi ha detto che era come quello che durante la guerra dava l’allarme per le bombe. Mentre ritornavo a casa, vicino al ponte di legno, ho visto un mulo degli Alpini  legato a un palo. Sembrava un po’ stanco. E vicino all’edicola di Borgomeduna c’erano degli Alpini che cantavano.
Il giorno dopo, nel pomeriggio, mentre ero a casa e stavo facendo i compiti, ho sentito un rumore assordante, sono uscita sul terrazzo e ho visto un elicottero tutto rosso con una scritta bianca sui fianchi che non sono riuscita a leggere bene perché girava troppo veloce. Mi sembrava che ci fosse scritto “Viva gli Alpini”. Poi alla sera sono uscita un po’ con mia mamma per andare a comprare il cuscino che mi piaceva tanto così potevo dormire sognando con gli Alpini. Per strada ho visto un carro bellissimo che aveva un grande cappello d’Alpino, non con la piuma d’aquila ma con la piuma di corvo, e davanti un bastone con sopra l’aquila. C’erano anche alcune bande di Alpini che suonavano, ma la musica era così forte per le mie orecchie che ho voluto ritornare a casa subito.
Domenica invece, alla mattina, dopo la messa, sono andata a vedere un po’ la sfilata degli Alpini. Tutti marciavano accompagnati dalle bande musicali e portavano degli striscioni dove c’era scritto il luogo da dove venivano. C’era un gruppo di Alpini con i cani da salvataggio al guinzaglio. Poi c’erano altri vestiti di bianco con gli sci in spalla e mia nonna mi ha detto che erano quelli del soccorso alpino per aiutare quando succede una valanga. E’ stato bello poi vedere gli aerei “Frecce Azzurre”  che volando nel cielo formavano la bandiera italiana.
Prima di ritornare a casa , alle due del pomeriggio, sono andata con mia mamma alla gelateria Zampolli e così ho visto passare lì vicino un Alpino a cavallo.
Ho continuato a vedere gli Alpini alla televisione. E ho visto che alla sera hanno preso tanta pioggia perché era venuto brutto tempo. Per ultimi hanno sfilatogli Alpini di Pordenone  e degli Alpini che portavano uno striscione dove c’era scritto “Arrivederci all’Aquila